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Marco Grendene è approdato al Team Beltrami TSA – Marchiol con già alle spalle una stagione fra gli Under 23 (vissuta tra le fila del Sissio Team), il che lo rende già un “esperto” in un Team ringiovanito, che avrà otto debuttanti su 16. Nato il 4 ottobre del 2000, va ad ingrossare la “pattuglia” vicentina in squadra: è nato a Thiene, ma vive a Malo. In questi giorni sta lavorando nel ritiro di Riotorto con i nuovi compagni di squadra, in attesa del debutto agonistico ufficiale.

Marco, che tipo di corridore ti definisci?
“Direi un passista-scalatore, mi piacciono un po’ tutti i terreni. Amo spingere il rapporto e attaccare in pianura, ma anche scalare le montagne. Mi diverto ad attaccare da lontano e sfruttare a pieno le mie caratteristiche sul passo, difendendomi poi in una eventuale salita. Mi piacciono i percorsi dove ci sono più salite, ma brevi”.

Quando e come hai iniziato a correre in bici?
“Ricorderò per sempre la mia prima gara, era una promozionale perché ero ancora G0. Si correva con la mtb nel parco adiacente le piscine di Schio (dove si è appena svolto il campionato italiano di ciclocross). In griglia eravamo una decina di bambini e io partivo in ultima fila. Pronti, via: ho rimontato tutti e mi sono trovato primo con un po’ di distacco, ma non mi era stato spiegato che avrebbe vinto il primo che avrebbe tagliato la linea dell’arrivo, perciò mi ero fermato immediatamente prima, senza appunto attraversarla. Solo dopo che tre ragazzini avevano passato la linea ho capito che dovevo attraversala pure io e quindi ho concluso quarto. Non c’è un motivo particolare per cui avevo partecipato a quella gara, che sarebbe poi stata la prima di tante. Ero, e sono tuttora, un “bambino iperattivo”. Ho bisogno di muovermi e fare molta attività fisica di continuo. Ho provato un sacco di sport: dal nuoto al pattinaggio artistico, ma la passione per il ciclismo è sempre stata la più forte”.

Come si è svolta la tua carriera fin qui?
“La mia prima squadra è stata la Sc Isolana, dove ho corso per le prime due stagioni. Da G3 ho cambiato squadra, principalmente perchè i miei genitori lavoravano i giorni degli allenamenti e quindi non potevano portarmi; mi sono accasato all’us Fausto Coppi Montecchio Precalcino dove ho corso fino alla categoria Esordienti compresa. Nei due anni da Allievo ho corso con l’asd Veloce Club Schio 1902 mentre da Juniores ho militato con l’asd Borgo Molino Rinascita Ormelle. Il primo anno nella categoria Under 23 l’ho passato con l’Asd Sissio Team. Quindi, con quella che sta per iniziare, sono a quota 14 stagioni agonistiche di ciclismo su strada.

Come te la sei cavata finora?
“Da Giovanissimo la lotta per la vittoria era tra 5 ragazzini (e ne ho collezionate parecchie, molte delle quali in prove di abilità). Da Esordiente e Allievo, uscendo spesso di provincia e regione, il livello si alzava, e sebbene ora io sia alto 1.85, al tempo ero veramente mingherlino e negli sprint ero una frana. Da Juniores ho fatto invece il salto di qualità, merito della mia squadra, che era una come una seconda famiglia, compreso lo staff. E qui ho ottenuto delle soddisfazioni molto importanti. L’anno scorso, invece, categoria nuova e con la scuola da finire non ho fatto nulla di memorabile”.

Quali sono invece i momenti da ricordare?
“La vittoria è un po’ la chiusura del cerchio del lavoro che si è fatto per ottenerla. Il momento più significante della mia carriera è datato 1 ottobre 2017, tre giorni prima del mio compleanno, quando sono arrivato a braccia alzate alla 59^ Coppa Borgo Panica per Juniores a Marostica, a 15 km da casa mia. È stato un momento di gioia incredibile per diversi motivi: erano 5 anni che non arrivavo a braccia alzate al traguardo, ero a pochi chilometri da casa con un sacco di amici che erano venuti a tifare per me, alla fine di una corsa tutta sotto la pioggia e soprattutto per il modo in cui l’avevo conquistata, con tanto lavoro nei giorni che precedevano la gara, con il supporto del mio ds e dei compagni. Poi, ottenerla a fine anno, ha rappresentato qualcosa di ancor più speciale”.

Cosa ti aspetti dal primo anno alla Beltrami – Marchiol?
“Intanto vorrei ringraziare il Team per la fiducia che ha posto nei miei confronti. Quest’anno riuscirò a dedicare tempo e testa esclusivamente al ciclismo, spero questo mi possa aiutare a crescere e migliorare. Sono pronto a mettermi in gioco, a lottare e a imparare. Sono convinto che io e i miei compagni di squadra saremo in grado di regalare delle belle soddisfazioni”.

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara ti piacerebbe vincere?
“Volendo sognare, da professionista mi piacerebbe lasciare il segno nell’albo d’oro dell’Amstel Gold Race”.

Hai un modello nel ciclismo del presente o del passato?
“Premetto che non ho un idolo in particolare, ma mi ha colpito davvero Peter Sagan. Ho avuto la fortuna di pedalare con lui e di parlargli durante il training camp di dicembre a Maiorca, per me è stata un’esperienza unica che ricorderò per molto. Dal suo carattere umile al suo stile in bici, lui è unico”.

Un difetto e un pregio?
“Sono una persona molto “sanguigna”, tendo ad accendermi facilmente, però altrettanto facilmente poi ritrovo la serenità necessaria al dialogo. Pregio: penso di essere una persona semplice e umile”.

Quali sono le tue passioni?
“Nel tempo libero mi piace molto guardare serie TV su Netflix o streaming di altro genere su Twitch o YouTube. La mia serie preferita è “Breaking Bad”: mi piace davvero tanto perchè più che una serie TV è un’esperienza di vita. Poi amo tutto il mondo della tecnologia, il web, e mi diverto a giocare con il simulatore di guida al computer”.

Segui altri sport oltre al ciclismo?
“Non molto, ma ogni tanto mi diverto a guardare i gp di Formula 1 e le partite di snooker, ma non sono un esperto in materia”.

Ascolti musica?
“Sì, il genere principale che ascolto è house music ed EDM. I miei dj preferiti sono Axwell Ʌ Ingrosso e Avicii”.

Qual è il tuo viaggio dei sogni?
“Non ne ho uno in particolare, Mi piacerebbe fare sia un viaggio dove mi immergo nella natura, direi Madagascar e Islanda, sia un viaggio immerso nella tecnologia, ad esempio negli Usa”.

Quanto sei social?
“Fino a due anni fa ero molto più social di adesso: postavo molte più “stories” sui miei profili social. Ora uso prevalentemente Instagram; sono iscritto anche a Facebook ma non sono molto attivo”.

AAltro importante ingresso nel pool di aziende che sostengono il Team Beltrami TSA – Marchiol e il suo progetto incentrato sui giovani e sul loro graduale inserimento nel mondo professionistico: si tratta di Alchem Srl, azienda bresciana (con sede a Casto) di paste abrasive e composti in emulsione, che produce e commercializza anche tutto il necessario per la pulitura e la finitura delle superfici metalliche. Un’azienda da sempre attiva nella ricerca di soluzioni e materiali che possano migliorare le qualità generali dei prodotti realizzati, rispondendo in modo performante a tutte le necessità emerse dal settore di riferimento di una clientela sempre più numerosa, in Italia e in diversi paesi del mondo.

L’azienda, guidata da Amos Freddi, si impegna da alcuni anni al fianco del ciclismo giovanile e, da quest’anno, ha il suo logo al centro della maglia ufficiale da gara del Team Beltrami TSA – Marchiol: “Abbiamo scelto di legare il nostro nome a quello del Team Beltrami – le parole di Freddi -, perché porta avanti un progetto interessante e dà l’opportunità a ragazzi giovani di iniziare a misurarsi con il ciclismo dei grandi. Da anni siamo al fianco e a sostegno del ciclismo giovanile, perché questo è uno sport che veicola valori genuini, nel quale impegno, dedizione e passione sono imprescindibili a qualsiasi livello. Aggiungo, con un pizzico d’orgoglio, che vedere il nome della nostra azienda in gare nelle quali saranno al via alcuni dei più grandi campioni del panorama internazionale rappresenta una gran bella soddisfazione”.

Non possiamo che essere felici ed orgogliosi della fiducia accordataci da Amos Freddi e dalla Alchem – spiega il team manager Stefano Chiari -. Si tratta di un’azienda e di persone che conoscono il nostro sport e quindi, evidentemente, riconoscono la bontà del nostro progetto e dei suoi obiettivi. Una realtà imprenditoriale che punta molto sull’innovazione tecnologica, proprio come facciamo noi per ciò che riguarda bici e materiali, pur mantenendo, sia noi che loro, sempre le persone al centro di tutto. Il supporto di Alchem sarà un ulteriore spinta a fare bene, a partire dal nostro staff”.

12/01/2020 – A poco più di venti giorni dal debutto agonistico, che avverrà in Francia, all’Etoile de Bessegès (cinque tappe dal 5 al 9 febbraio), il Team Beltrami TSA – Marchiol inizia domani (13 gennaio), a Riotorto (frazione del comune di Piombino, in provincia di Livorno) il primo raduno collegiale del 2020, che durerà fino a martedì 21.

La squadra, composta da 16 corridori di cui cinque confermati e undici nuovi (in ritirò non sarà presente solo il colombiano Miguel Hoyos, che continuerà ad allenarsi nel suo paese, sfruttandone il clima caldo del periodo), alloggerà all’Hotel Borgo degli Olivi, che farà da base agli allenamenti guidati dai ds Orlando Maini, Roberto Miodini e Mirco Lorenzetto.

Abbiamo scelto la Toscana – spiega il team manager Stefano Chiari perché il suo clima mite ci permetterà di lavorare al meglio. Debutteremo a Bessegès, unica squadra italiana al cospetto di sette World Team e otto Professional. Per noi è un grande orgoglio essere al via della gara francese, motivo per cui vogliamo arrivarci già in una condizione che ci permetta di ben figurare, tenendo comunque presente che si tratterà “solo” del debutto di una stagione che ci vedrà al via di tante altre gare professionistiche importanti”.

1/1/2020 – È Gregorio Ferri l’ultimo tassello per la stagione 2020 del Team Beltrami TSA – Marchiol, che arriva così ad avere 16 corridori in squadra, quattro in più rispetto alla passata stagione. L’atleta bolognese (di Calcara) classe 1997, proveniente dalla Zalf, è stato uno degli Under 23 italiani più brillanti dell’ultima annata, con quattro vittorie, cinque secondi e due terzi posti. Risultati che gli sono valsi la convocazione in azzurro per Europei e Mondiali Under 23.

Sarà l’unico atleta Elite nella formazione Continental veneto-emiliana che, da quest’anno, ha in Marchiol il secondo nome (grazie al sodalizio con il team N.T. Cycling): “Gregorio è uno dei giovani più interessanti del panorama italiano – le parole del team manager Stefano Chiari -. Quando si è prospettata la possibilità di averlo con noi abbiamo fatto il massimo perché si concretizzasse. Gareggerà soprattutto nelle competizioni professionistiche e ci auguriamo che riesca a mostrare le sue potenzialità su palcoscenici dove saranno presenti molte delle più importanti formazioni World Tour e Professional. Nella nostra squadra sarà anche importante per l’esperienza che porta in un gruppo che, su sedici atleti, ne ha la metà al primo anno fra gli Under 23”.

Com’è noto – spiega Ferri -, avevo un accordo per passare professionista nel 2020 con una squadra che poi non ha visto la luce (l’ungherese E-Powers Factory Team, ndr). Dopo l’ovvia delusione iniziale, ho cercato una soluzione diversa e il Team Beltrami TSA – Marchiol rappresentava la migliore possibile fra quelle che mi sono prospettate. Sia perché qui c’è una grande organizzazione, con uno staff esperto e preparato del quale peraltro fa parte Orlando Maini, bolognese come me, sia perché è una delle formazioni Continental che danno la garanzia di poter partecipare a gare professionistiche di ottimo livello e con una frequenza regolare. Ora sta a me sfruttare al meglio questa opportunità”.

LA SQUADRA 2020
La squadra 2020 del Team Beltrami TSA – Marchiol è quindi è al completo. Cinque sono i confermati: i romagnoli Filippo Baroncini (classe 2000) e Matteo Domenicali (2000), il pavese Nicolò Parisini (2000), il parmense Thomas Pesenti (1999) e lo slovacco Matus Stocek (1999). Fra gli undici volti nuovi, otto saranno al debutto fra gli Under 23 (tutti quindi nati nel 2001): i vicentini Simone Raccani, Leonardo Dalla Costa e Davide Cattelan, i bresciani Matteo Freddi e Federico Chiari, il bergamasco Luca Cretti, il fiorentino Giosuè Crescioli e il colombiano (campione nazionale e panamericano Juniores l’anno scorso) Miguel Angel Hoyos. Completano la formazione, oltre al già citato Ferri, il vicentino Marco Grendene (2000) e il bolognese Massimo Orlandi (1998).
Saranno diretti da Orlando Maini e Roberto Miodini, ai quali quest’anno si aggiunge l’ex professionista Mirco Lorenzetto.

Il debutto avverrà all’Etoile de Bessèges, in Francia, gara a tappe dal 5 al 9 febbraio, con al via sette squadre World Tour e otto Professional, su un totale di venti formazioni nel quale il Team Beltrami TSA – Marchiol sarà l’unica italiana.

Sei vittorie nel 2019, tre secondi posti e altrettanti terzi, che gli sono valsi l’ottavo posto nella classifica di rendimento di Italiaciclismo per la categoria Juniores. Chiuso un anno fantastico, davanti a Simone Raccani, vicentino classe 2001 nato a Thiene e residente a Carrè, si aprono le porte della categoria Under 23 e la prospettiva di debuttare anche tra i professionisti con la maglia del Team Beltrami TSA – Marchiol.

Simone, che tipo di corridore ti definisci?
“Uno scalatore, ma mi difendo bene anche sul passo”.

Com’è nata la tua passione per il ciclismo?
“Fin da piccolo ho provato diversi sport, tra cui il calcio ed il basket, ma nessuno di questi mi ha appassionato. A otto anni, da Giovanissimo secondo anno, ho cominciato a gareggiare in bicicletta con il Ciclismo Alto Vicentino e da quel momento in poi non ho mai smesso, perché è stato praticamente amore a prima vista e, anno dopo anno, la mia passione è anche cresciuta”.  

Come si è svolta fin qui la tua carriera?
“Fra gli Esordienti e gli Allievi ho corso sempre con il VC Schio 1902, poi da Juniores ho militato nella Borgo Molino Rinascita Ormelle. Il momento più bello di tutti, almeno per ora, ha coinciso con la vittoria della 82^ Schio – Ossario del Pasubio, quest’anno. Arrivare da solo al traguardo in questa gara, a due passi da casa e con tante persone a me care che mi supportavano a bordo strada, è stata la realizzazione di un sogno”.

Cosa ti aspetti dalla prima stagione nel Team Beltrami TSA – Marchiol?
“Sono molto grato alla società per questa opportunità e sono certo che potrò imparare tanto. Sono pronto a mettermi in gioco. Per il 2020 non ho particolati aspettative personali, anche perché fino a giugno dovrò concentrarmi pure sulla scuola e sulla maturità, ma sicuramente darò il massimo anche in bici, questo lo garantisco”.

Un pregio e un difetto?
“Il pregio è la costanza, la determinazione che ho nel fare qualsiasi cosa, il difetto è essere troppo introverso”.

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara ti piacerebbe vincere un giorno?
“Direi Il Lombardia”.

Hai un idolo o comunque un riferimento fra i ciclisti di ieri o di oggi?
“Il mio idolo è Marco Pantani, per il suo modo di pedalare in salita e di staccare gli avversari. Un mito assoluto”.

Musica, cinema, televisione: quali sono i tuoi gusti?
“Sembrerà strano di questi tempi, ma non guardo alcuna serie tv, non mi appassionano. Di musica invece ne ascolto, diversi generi dall’hip hop al trap, senza particolari preferenze di artisti”.

Il viaggio dei sogni?
“La Thailandia, perché in generale mi incuriosiscono la cultura e l’ambiente orientale”.

Quali sono le tue passioni al di fuori del ciclismo?
“Per ciò che riguarda lo sport, non ne seguo altri, mentre fin da piccolo sono appassionato di pesca, anche se ultimamente l’ho praticata poco per assenza di tempo, fra impegni sportivi e scolastici”.

Quanto sei social?
“Abbastanza, quel tanto che basta per restare in contatto con le persone a me care, uso prevalentemente Instagram e Whatsapp”

Leonardo Dalla Costa è nato il giorno di Natale del 2001 e ha il ciclismo nel dna: è infatti figlio della compianta Valeria Cappellotto, grande campionessa di ciclismo degli anni ’90 (con un titolo e italiano e il quinto posto al Mondiale di Verona ’99 nel palmares) venuta a mancare nel 2015. La zia Alessandra, attuale vicepresidente dell’Accpi (l’associazione italiana dei ciclisti professionisti), è stata campionessa del mondo a San Sebastian nel 1997.
Tuttavia Leonardo, nato a Bassano del Grappa ma residente a Marano Vicentino, non ha iniziato fin da piccolo a correre in bici, ma “solo” un paio d’anni fa, sul finire del secondo anno da Allievo con la Breganze Millennium, squadra con la quale ha disputato la prima stagione da Juniores, per poi approdare alla Borgo Molino Rinascita Ormelle nella seconda. Ora l’ingresso nel Team Beltrami TSA – Marchiol, con tanta voglia di scoprire quali sono i suoi limiti e, soprattutto, i suoi margini di miglioramento. Intanto studia al Liceo Scientifico (con buonissimi risultati) e nel prossimo mese di giugno conseguirà l’esame di maturità.

Leonardo, che tipo di corridore ti definisci?
“Se proprio devo darmi una definizione, diciamo passista – scalatore. Ma vedremo cosa dirà questa nuova categoria”.

Come hai iniziato a correre in bici?
“È una passione di famiglia, ma sono stato influenzato anche da persone esterne. Ho iniziato da poco più di due anni, senza particolari risultati, ma ho tanta voglia di continuare a crescere”.

Cosa ti aspetti dal primo anno al Team Beltrami TSA – Marchiol?
“Imparare tanto, come ho detto vorrei anche crescere costantemente e, perché no, divertirmi pure. Dal primo ritiro ho visto che qui c’è davvero una grande organizzazione, non manca niente”.

Se potessi esprimere un desiderio, che corsa vorresti vincere un giorno?
“Il Giro d’Italia è la mia gara preferita, lo guardavo in tv anche da piccolo, quindi diciamo che il sogno sarebbe quello”.

Hai un modello in particolare fra i campioni di ieri o di oggi?
“Mi piacciono i corridori del passato per certe loro imprese eroiche, mentre fra quelli di oggi ammiro Froome per la sua mentalità, per come riesce a spostare i limiti sempre un po’ più in là”.

Un tuo pregio e un tuo difetto?
“Lo spirito di sacrificio da una parte, la testardaggine, a volte eccessiva, dall’altra”.

Tv e musica?
“Di musica praticamente non ne ascolto e anche la tv la guardo raramente. Se devo scegliere una serie tv, diciamo che Peaky Blinders è la mia preferita”.

Il viaggio dei sogni?
“In un luogo naturale, magari in oriente o comunque al di fuori delle grandi città”.

Passioni oltre al ciclismo?
“Il tiro a segno con la carabina. Poi mi piace pescare e stare a contatto con gli animali”.

Quanto sei social?
“Zero: non sono presente su alcun social. Non mi hanno mai attratto, preferisco impiegare diversamente il mio tempo”.

22/12/2019  – La divisa da gare 2020 del Team Beltrami TSA – Marchiol resta sostanzialmente invariata nel design rispetto a quella che tanto gradimento aveva riscosso l’anno scorso: maglia e pantaloncini in toni di grigio scuro, con due bande, una rossa e l’altra giallo fluo, che partono dalle maniche e arrivano quasi ad unirsi sul petto. Rispetto all’anno scorso, una linea rossa sconfina nella banda giallo fluo e viceversa.
A differire, ovviamente, sono anche alcuni loghi degli sponsor, in primis con l’inserimento di Marchiol, azienda veneta che è divenuta secondo nome della squadra grazie al sodalizio fra la società del team manager Stefano Chiari e la N.T. Cycling. A realizzare le divise da gare è, anche quest’anno, la MOA Sport, brand che da molti anni veste alcune delle più prestigiose formazioni del ciclismo internazionale.

Abbiamo avuto ben pochi dubbi nel riproporre la divisa che, nel corso dell’ultima stagione, ci ha subito identificato e reso ben riconoscibili – le parole del tm Chiari -. Ci sembrava quindi naturale proseguire con questi colori, anche in una logica di continuità del progetto avviato l’anno scorso, che punta a far crescere i giovani, inserendoli con gradualità nel mondo del ciclismo professionistico”.

È nato a Brescia (il 6 giugno 2001), ma vive a Sovere e, per questo, si considera bergamasco a tutti gli effetti. Lo scorso anno ha conquistato due vittorie, centrando anche altrettanti secondi posti e tre terzi con la maglia del Gs Massì Supermercati.
Una stagione culminata con la chiamata in Nazionale per il Giro della Lunigiana, una delle più importanti gare a tappe per Juniores al mondo. Ora Luca Cretti è pronto ad esordire fra gli Under 23 (e i professionisti) con il Team Beltrami TSA – Marchiol: sarà infatti uno degli otto “primo anno” nel roster 2020 della formazione diretta da Orlando Maini, Mirco Lorenzetto e Roberto Miodini.
Studia al liceo delle scienze applicate di Lovere, peraltro con buoni risultati, e a giugno è atteso dall’esame di maturità. Una “maturità” che Luca cerca anche dal punto di vista ciclistico.

Luca, che tipo di corridore ti definisci?
“Diciamo che sono un corridore abbastanza completo, che se la cava su tutti i terreni”.

Quando e come hai iniziato ad andare in bici?
“Tutto è cominciato quando ero bambino, nel mio paese c’era una squadra di Giovanissimi, la Cicli Peracchi, che organizzava una gara di mtb a partecipazione libera. Ho provato, mi è piaciuto e quindi ho deciso di andare avanti”.

In che modo si è svolta la tua carriera fin qui?
“Corro da circa 12 anni e devo dire che ho avuto un percorso di crescita costante, iniziando a vincere “solo” da Esordiente secondo anno e in maniera abbastanza moderata, fino ad arrivare alla grande soddisfazione di essere convocato in Nazionale nella passata stagione”.

Quali sono stati i momenti più belli vissuti fin qui nel ciclismo?
“Indimenticabile la mia prima vittoria, da Esordiente secondo anno, che tra l’altro era valida anche come campionato regionale. Quel successo, davanti a tanti ragazzini che fino a quel giorno consideravo imbattibili, mi ha dato tanta autostima e mi ha aiutato a credere maggiormente nelle mie potenzialità. Un altro momento bellissimo è stata la chiamata in Nazionale: sapevo di poterla raggiungere e ad inizio stagione ci credevo, ma ormai era arrivato agosto e temevo di aver perso quest’opportunità. Invece i risultati che ho raggiunto in quel periodo mi hanno permesso evidentemente di coronare questo sogno”.

Cosa ti aspetti dalla prima stagione al Team Beltrami TSA – Marchiol?
“Vorrei crescere ancora, migliorare e cercare di essere competitivo insieme a tutta la squadra”.

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara vorresti vincere un giorno?
“Non ne ho una in particolare, però mi affascinano molto le classiche”.

Hai mai avuto un idolo in questo sport?
“Da bambino era Ivan Basso, ora non ne ho uno in particolare, cerco di osservare come si comportano i migliori perché ho tanto da imparare”.

Un pregio e un difetto?
“Sono piuttosto determinato e ce la metto davvero tutta per raggiungere un obiettivo. Se invece potessi cambiare qualcosa, diciamo che sono un po’ troppo irascibile”.

Film, serie tv, musica?
“Mi piacciono i film comici, mentre non guardo serie tv. La musica la ascolto di rado e preferisco dei “classici” italiani, tipo Jovanotti e Vasco. Mi piacciono i loro testi”.

Il viaggio dei sogni?
“Premesso che vivo in un posto per me bellissimo, mi intriga l’Australia”.

Altre passioni oltre al ciclismo?
“Seguo tantissimi sport, dallo sci al calcio. Mi considero anche un “malato” di fantacalcio e non ho una vera e propria squadra del cuore, anche se essendo bergamasco la mia simpatia non può che andare per l’Atalanta. Oltre lo sport il mio hobby preferito è andar per funghi, anche se è difficile trovare il tempo, siccome il periodo buono cade quando la stagione ciclistica è ancora in corso”.

Quanto sei social?
“Onestamente pochissimo. Sono presente solo su instagram, ma lo uso molto di rado e più per tenermi aggiornato dagli altri che per “parlare” di me stesso. Preferisco mantenere un po’ di riservatezza sulla mia vita privata”.

A trasmettergli la passione per il ciclismo è stato Sonny Colbrelli, che da qualche anno è entrato nella sua famiglia. Dopodiché Matteo Freddi, bresciano nato a Gardone Val Trompia il primo giugno 2001 e residente a Casto, ha iniziato con l’agonismo e il feeling con le due ruote è proseguito, fino a portarlo al Team Beltrami TSA – Marchiol, con la cui maglia debutterà nel 2020.

Matteo, Che tipo di corridore ti definisci?
«Diciamo che sono un passista-scalatore».

Come hai iniziato a corre in bicicletta?
«Tutto è cominciato quando nella mia famiglia è arrivato Sonny Colbrelli (compagno di Adelina, zia di Matteo, ndr), che mi ha trasmesso la passione per questo sport. Ho cercato una squadra nella mia zona e ho iniziato a correre prima nella Soprazzocco per i due anni da Esordiente, poi sono passato all’Aspiratori Otelli, dove ho militato negli ultimi quattro anni, da Allievo e poi da Juniores».

Quali sono stati i momenti più belli?
«Personalmente non sono un vincente, ma ho militato in squadre che hanno sempre vinto un buon numero di corse, e quando ciò accadeva è stata sempre una grande soddisfazione. Perché il ciclismo è sì uno sport individuale, ma la squadra e il gruppo contano tantissimo».

Cosa ti aspetti dal primo anno al Team Beltrami TSA – Marchiol?
«Conoscere la nuova categoria, fare esperienza, migliorare: c’è uno staff di grandi tecnici, una struttura che ci mette a disposizione tutto quel che occorre. Sono molto motivato».

Un tuo pregio e un tuo difetto, ciclisticamente parlando?
«Cerco sempre di dare il meglio per la squadra, mentre spesso mi faccio prendere dalla foga e spreco energie in azioni inutili. Vorrei migliorare proprio sulla gestione delle energie in gara».

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara ti piacerebbe vincere un giorno?
«La “Strade Bianche”, in Toscana. Ha una storia relativamente recente, ma affonda le sue radici nella tradizione di questo sport. E poi è una gara davvero dura e spettacolare».

Un idolo nel ciclismo?
«Ne dico due, uno del ciclismo di ieri e uno di quello di oggi, entrambi scalatori: Pantani e Bernal»

Usciamo dal ciclismo: il film preferito?
«Interstellar».

Ascolti musica? Di che genere?
«Mi piace il trap e, come cantante, The Supreme».

Altri sport oltre al ciclismo?
«Un po’ il calcio, ma non è una passione viscerale, diciamo».

Hobby e passioni oltre alla bici?
«Caccia e pesca, che sono piuttosto popolari dalle mie parti».

Il social network che utilizzi di più?
«Certamente Instagram (visita il suo profilo)».

Alto un metro e novantuno, numero di scarpe 49: Giosuè Crescioli avrebbe potuto fare altri sport e, infatti, ne ha provati diversi. Ma alla fine ha prevalso la passione per il ciclismo, per giunta con ottimi risultati nelle categorie giovanili. Toscano che vive a Lazzeretto di Cerreto Guidi (ma nato a Noventa Vicentina, zona dalla quale proviene sua madre, il 20 aprile 2001), è uno dei volti nuovi del Team Beltrami TSA – Marchiol per il 2020 (proveniente dalla Pitti Shoes), stagione nella quale farà il suo debutto tra gli Under 23, oltre che nelle gare professionistiche.

Giosuè, che tipo di corridore ti definisci?
«Possiamo dire che sono un passista-scalatore, anche se essendo alto un metro e novantuno può sembrare anomalo andare forte in salita. Vediamo come sarà dall’anno prossimo, nella nuova categoria».

Quando e perché hai iniziato a correre in bici?
«Mio padre, che ha gareggiato fino alla categoria Dilettanti, mi ha trasmesso questa passione. Io ho iniziato subito, da G1, ma non ho praticato solo il ciclismo: fino a nove anni giocavo a calcio come portiere. Ero bravino, tanto da arrivare a fare i provini con Fiorentina ed Empoli. Dovevo andare alla Fiorentina, ma stare in porta non è che mi piacesse molto… Meglio il ciclismo. Poi, fino a 16 anni, in inverno facevo gare di nuoto. Insomma, non mi fermavo mai».

Poi come si è svolto il tuo percorso agonistico sulle due ruote?
«Fino alla categoria Allievi ho vinto tantissime gare, sempre in doppia cifra, oltre a diversi successi in pista. Ho vinto la Lugo – San Marino, la Coppa Dino Diddi, che sono due delle gare più importanti per Allievi, sono arrivato 4° e poi 2° alla Coppa d’Oro, ho vinto la Pisa-Volterra e via dicendo. Da Juniores primo anno ho vinto la Coppa Linari, che è una gara nazionale, poi sono arrivato terzo nell’italiano a crono dietro a Piccolo e Tiberi. Nel 2019 ho colto una vittoria, ma sono arrivato anche 17 volte fra i primi cinque. Ho pure vestito la maglia Azzurra e devo dire che la chiamata in Nazionale è stato un momento magico».

Cosa ti aspetti dal primo anno alla Beltrami TSA – Marchiol?
«Di imparare a correre nella nuova categoria, che sarà sicuramente diversa da quella Juniores. E poi, giù dalla bici, devo finire la scuola: frequento l’ultimo anno dell’Iti di Empoli, indirizzo chimico».

Qual è la gara dei tuoi sogni?
«La Parigi-Roubaix ha un fascino davvero speciale… Certo, la gara più importante del mondo è il Tour, e poi come faccio a non dire Mondiale o Olimpiade? Insomma, fate voi…».

Hai mai avuto idoli o modelli tra i grandi del ciclismo?
«Ho sempre ammirato Cancellara e Boonen per le classiche, Contador per i grandi giri».

Che passioni hai oltre al ciclismo?
«Sono appassionato di storia e in particolare di documentari storici. Mi piace leggere, soprattutto biografie. Poi amo i film, in particolare quelli biografici o di guerra, e la musica, trap e rap su tutte. Anni fa suonavo pure il flauto traverso…».

Segui altri sport?
«Il nuoto su tutti, ma ne guardo diversi. Più in generale, mi appassionano i grandi eventi».

Qual è il social network che usi maggiormente?
«Direi sicuramente instagram (visita il suo profilo