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23/10/2019 – La stagione 2019 è ormai alle spalle e, anche in casa Team Beltrami, è tempo di proiettarsi verso quella che verrà, ovvero la seconda come squadra professionistica Continental, che continuerà quindi ad alternare gare del calendario professionistico (incrementandole) alle più rilevanti di quello dilettantistico.
Il primo tassello per il 2020 sono le conferme di cinque elementi rispetto alla squadra della passata stagione: si tratta dei ravennati Filippo Baroncini e Matteo Domenicali, del pavese Nicolò Parisini, del parmense Thomas Pesenti e dello slovacco Matus Stocek. I primi tre sono del 2000 e in quest’ultima stagione erano al primissimo anno fra gli Under 23, mentre gli altri due sono nati nel 1999.
Tutti elementi di talento, che nell’ultima stagione hanno fatto intravedere le proprie qualità, convincendo il team manager Stefano Chiari e tutta lo staff tecnico a puntare su di loro come “base” per la squadra del prossimo anno, che sarà ancora diretta dal bolognese Orlando Maini e dal parmigiano Roberto Miodini.

Abbiamo confermato tutti i tre ragazzi che erano al primo anno nella categoria – spiega il tm Chiari perché hanno mostrato qualità importanti e vogliamo accompagnarli nella loro crescita. Sono convinto che, gradualmente, sapranno sempre più farsi notare, come del resto hanno già iniziato a fare nella stagione appena conclusa, dove hanno fin da subito mostrato di saper stare tra professionisti. Discorso analogo per Pesenti e Stocek: il primo purtroppo ha patito un infortunio ad aprile, nella fase cruciale della stagione, ma conosciamo il suo valore, il secondo ha chiuso l’anno in crescendo, entrando fra i primi trenta al Mondiale Under 23, che non è cosa da poco. Puntiamo con decisione su questi cinque ragazzi per formare lo zoccolo duro della squadra del prossimo anno, ma ci saranno tante altre novità in organico che annunceremo a breve”.

Nicolò Parisini è tornato dal Giro del Friuli Venezia Giulia con un bagaglio di esperienza decisamente arricchito, che lo proietta verso il futuro con rinnovata fiducia nel proprio potenziale.
L’atleta pavese (di Cilavegna) classe 2000 ha chiuso la gara a tappe in crescendo, piazzandosi al sesto posto nella classifica dei giovani (a un solo secondo dal quinto): “Sono uscito da questa gara piuttosto soddisfatto – le sue parole -. Non appieno, perché si può sempre fare meglio, ma non posso certo lamentarmi. Il livello era altissimo, una gara 2.2 con diversi Elite e atleti esperti, con molte formazioni straniere. Le migliori prestazioni le ho offerte nelle ultime due tappe, le più dure, con il 24° posto nella penultima nonostante una caduta che mi ha fatto perdere un minuto abbondante. Nell’ultima frazione il nostro ds Roberto Miodini mi ha detto di provare a stare con i migliori finché potevo, poi di tenere duro per ottenere un buon piazzamento nella classifica dei giovani, e così ho fatto”.

Per lui era la seconda gara a tappe dell’anno, dopo il Giro della Valle d’Aosta disputato a metà luglio: “In Val d’Aosta siamo arrivati a concludere la gara in una sessantina, su 150 partenti. Puntavo solo a finirla, che non era poco su un percorso così duro”.
Nicolò, nove vittorie l’anno scorso tra gli Juniores, riconosce l’importanza delle gare a tappe: “Sono fondamentali, specialmente per noi giovani. Ti danno quella continuità che può fare la differenza. Dopo una gara a tappe, con una conseguente settimana di scarico, ciò che poi ti resta è una grande gamba. Si riesce insomma a mantenere la condizione più a lungo, una condizione di altissimo livello peraltro”.

Il bilancio della sua prima stagione fra gli Under 23 è una freccia che tende a salire: “Quest’anno ho avuto dei momenti no, ma anche dei momenti buoni. Forse mi aspettavo qualcosa in più, ma a conti fatti va bene così. Il primo obiettivo era l’esame di maturità, che ho superato e anche bene. Quindi da un paio di mesi posso dedicarmi appieno al ciclismo e coltivare il mio sogno di fare qualcosa di importante in questo sport, curando i minimi dettagli senza lasciare nulla al caso. Le prestazioni degli ultimi tempi mi hanno dato morale e consapevolezza, ora vorrei chiudere bene la stagione, anche per ripagare la squadra della grande fiducia che ha nei miei confronti”.

Assurdo finale a Montelupo Fiorentino: Baroncini e Parisini si avvantaggiano sugli inseguitori, ma all’ultima curva manca la segnalazione e sbagliano strada

19/05/2019 – A un passo dallo scrivere la pagina più bella di questa stagione, rovinata però da un’errata segnalazione del percorso a 250 metri dal traguardo. È andata così la domenica del Team Beltrami TSA – Hopplà – Petroli Firenze al 6° Trofeo di Montelupo Fiorentino – Città della Ceramica, in Toscana. Filippo Baroncini e Nicolò Parisini erano nel gruppetto di una dozzina di unità che si sarebbe giocato la vittoria, quando a mezzo chilometro dal traguardo sono scattati insieme, guadagnando una manciata di metri che avrebbe potuto essere sufficiente per una fantastica doppietta. Ma i due atleti (entrambi del 2000, al primo anno fra i Dilettanti) hanno seguito le motostaffette, le quali hanno tirato dritto (correttamente) alla deviazione dei 250 metri dal traguardo. Il problema però è che nessuno addetto al percorso ha segnalato il regolare tracciato agli atleti e quasi tutto il gruppetto ha sbagliato strada, irrimediabilmente.

Un finale assurdo – commenta il ds Roberto Miodini, oggi alla guida del Team -, senza alcuna segnalazione e con molto caos. I corridori non erano mai transitati sotto il traguardo, quindi non conoscevano bene il percorso e, in mancanza di segnalazioni, hanno seguito le moto. Peccato, perché Filippo e Nicolò avevano fatto un gran numero e potevano realizzare un bel colpo. Ci dispiace doppiamente poiché avremmo voluto regalare un risultato importante a Claudio Lastrucci, patron dell’azienda Hopplà che ha sede proprio a Montelupo Fiorentino. C’è rabbia, ma anche la consapevolezza di aver fatto una grande gara con i nostri ragazzi più giovani. Cercheremo di tradurre il rammarico in motivazione per le prossime gare”.

Ieri invece, nel 40° Gp Città di Empoli, autore di una buonissima prestazione è stato lo slovacco Matus Stocek, arrivato settimo al traguardo. Per lui, classe ’99, si tratta del primo piazzamento stagionale, in un periodo nel quale sta mostrando una condizione in costante crescita.

29/11/2018 – Sta prendendo forma l’organico del Team Beltrami Tsa – Hopplà – Petroli Firenze, squadra che nel 2019 debutterà fra i professionisti come Continental, dopo tre stagioni nel panorama dilettantistico (con la denominazione di Team Beltrami Tsa – Argon 18 – Tre Colli). La formazione del team manager Stefano Chiari avrà tre atleti provenienti dalla categoria Juniores (classe 2000): Nicolò Parisini, Filippo Baroncini Matteo Domenicali.

Si tratta di alcuni fra i migliori talenti del panorama italiano, grandi protagonisti della stagione da poco conclusa.
Nicolò Parisini, pavese di Cilavegna, è un corridore completo e ha vinto nove gare nel 2018 con la maglia del GB Junior Team (fra cui la classifica finale della Tre Giorni Ciclistica Bresciana), piazzandosi secondo nel campionato italiano di categoria.
Filippo Baroncini, ravennate di Massa Lombarda, è un passista-scalatore longilineo, proveniente dall’Italia Nuova di Borgo Panigale. Quest’anno ha conquistato cinque successi ed è salito sul gradino più basso del podio tricolore (alle spalle proprio di Parisini). Anche Matteo Domenicali è della provincia di Ravenna (vive a Castel Bolognese), proviene dalla Sidermec F.lli Vitali ed è uno scalatore puro che nel 2018 ha collezionato sette terzi posti.

Anche per questo primo anno tra i professionisti non abbiamo voluto rinunciare ad avere con noi corridori provenienti dalla categoria Juniores – spiega il tm Chiari -, perché crediamo che una programmazione a medio-lungo termine sia necessaria. Abbiamo puntato su atleti che hanno mostrato di avere talento: i risultati dicono che Parisini e Baroncini, secondo e terzo all’ultimo campionato italiano, sono stati fra i migliori Juniores del nostro movimento, e Domenicali ha doti davvero interessanti come scalatore. Daremo loro modo di crescere senza pressioni, specialmente al primo anno, nel quale parteciperanno prevalentemente a gare del calendario dilettantistico. Quando poi ci saranno le condizioni, pure loro assaggeranno il mondo professionistico, ma non bisogna avere fretta: la loro maturazione si colloca in un progetto tecnico che avremo modo di illustrare meglio da qui a inizio stagione”.