A trasmettergli la passione per il ciclismo è stato Sonny Colbrelli, che da qualche anno è entrato nella sua famiglia. Dopodiché Matteo Freddi, bresciano nato a Gardone Val Trompia il primo giugno 2001 e residente a Casto, ha iniziato con l’agonismo e il feeling con le due ruote è proseguito, fino a portarlo al Team Beltrami TSA – Marchiol, con la cui maglia debutterà nel 2020.

Matteo, Che tipo di corridore ti definisci?
«Diciamo che sono un passista-scalatore».

Come hai iniziato a corre in bicicletta?
«Tutto è cominciato quando nella mia famiglia è arrivato Sonny Colbrelli (compagno di Adelina, zia di Matteo, ndr), che mi ha trasmesso la passione per questo sport. Ho cercato una squadra nella mia zona e ho iniziato a correre prima nella Soprazzocco per i due anni da Esordiente, poi sono passato all’Aspiratori Otelli, dove ho militato negli ultimi quattro anni, da Allievo e poi da Juniores».

Quali sono stati i momenti più belli?
«Personalmente non sono un vincente, ma ho militato in squadre che hanno sempre vinto un buon numero di corse, e quando ciò accadeva è stata sempre una grande soddisfazione. Perché il ciclismo è sì uno sport individuale, ma la squadra e il gruppo contano tantissimo».

Cosa ti aspetti dal primo anno al Team Beltrami TSA – Marchiol?
«Conoscere la nuova categoria, fare esperienza, migliorare: c’è uno staff di grandi tecnici, una struttura che ci mette a disposizione tutto quel che occorre. Sono molto motivato».

Un tuo pregio e un tuo difetto, ciclisticamente parlando?
«Cerco sempre di dare il meglio per la squadra, mentre spesso mi faccio prendere dalla foga e spreco energie in azioni inutili. Vorrei migliorare proprio sulla gestione delle energie in gara».

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara ti piacerebbe vincere un giorno?
«La “Strade Bianche”, in Toscana. Ha una storia relativamente recente, ma affonda le sue radici nella tradizione di questo sport. E poi è una gara davvero dura e spettacolare».

Un idolo nel ciclismo?
«Ne dico due, uno del ciclismo di ieri e uno di quello di oggi, entrambi scalatori: Pantani e Bernal»

Usciamo dal ciclismo: il film preferito?
«Interstellar».

Ascolti musica? Di che genere?
«Mi piace il trap e, come cantante, The Supreme».

Altri sport oltre al ciclismo?
«Un po’ il calcio, ma non è una passione viscerale, diciamo».

Hobby e passioni oltre alla bici?
«Caccia e pesca, che sono piuttosto popolari dalle mie parti».

Il social network che utilizzi di più?
«Certamente Instagram (visita il suo profilo)».

Alto un metro e novantuno, numero di scarpe 49: Giosuè Crescioli avrebbe potuto fare altri sport e, infatti, ne ha provati diversi. Ma alla fine ha prevalso la passione per il ciclismo, per giunta con ottimi risultati nelle categorie giovanili. Toscano che vive a Lazzeretto di Cerreto Guidi (ma nato a Noventa Vicentina, zona dalla quale proviene sua madre, il 20 aprile 2001), è uno dei volti nuovi del Team Beltrami TSA – Marchiol per il 2020 (proveniente dalla Pitti Shoes), stagione nella quale farà il suo debutto tra gli Under 23, oltre che nelle gare professionistiche.

Giosuè, che tipo di corridore ti definisci?
«Possiamo dire che sono un passista-scalatore, anche se essendo alto un metro e novantuno può sembrare anomalo andare forte in salita. Vediamo come sarà dall’anno prossimo, nella nuova categoria».

Quando e perché hai iniziato a correre in bici?
«Mio padre, che ha gareggiato fino alla categoria Dilettanti, mi ha trasmesso questa passione. Io ho iniziato subito, da G1, ma non ho praticato solo il ciclismo: fino a nove anni giocavo a calcio come portiere. Ero bravino, tanto da arrivare a fare i provini con Fiorentina ed Empoli. Dovevo andare alla Fiorentina, ma stare in porta non è che mi piacesse molto… Meglio il ciclismo. Poi, fino a 16 anni, in inverno facevo gare di nuoto. Insomma, non mi fermavo mai».

Poi come si è svolto il tuo percorso agonistico sulle due ruote?
«Fino alla categoria Allievi ho vinto tantissime gare, sempre in doppia cifra, oltre a diversi successi in pista. Ho vinto la Lugo – San Marino, la Coppa Dino Diddi, che sono due delle gare più importanti per Allievi, sono arrivato 4° e poi 2° alla Coppa d’Oro, ho vinto la Pisa-Volterra e via dicendo. Da Juniores primo anno ho vinto la Coppa Linari, che è una gara nazionale, poi sono arrivato terzo nell’italiano a crono dietro a Piccolo e Tiberi. Nel 2019 ho colto una vittoria, ma sono arrivato anche 17 volte fra i primi cinque. Ho pure vestito la maglia Azzurra e devo dire che la chiamata in Nazionale è stato un momento magico».

Cosa ti aspetti dal primo anno alla Beltrami TSA – Marchiol?
«Di imparare a correre nella nuova categoria, che sarà sicuramente diversa da quella Juniores. E poi, giù dalla bici, devo finire la scuola: frequento l’ultimo anno dell’Iti di Empoli, indirizzo chimico».

Qual è la gara dei tuoi sogni?
«La Parigi-Roubaix ha un fascino davvero speciale… Certo, la gara più importante del mondo è il Tour, e poi come faccio a non dire Mondiale o Olimpiade? Insomma, fate voi…».

Hai mai avuto idoli o modelli tra i grandi del ciclismo?
«Ho sempre ammirato Cancellara e Boonen per le classiche, Contador per i grandi giri».

Che passioni hai oltre al ciclismo?
«Sono appassionato di storia e in particolare di documentari storici. Mi piace leggere, soprattutto biografie. Poi amo i film, in particolare quelli biografici o di guerra, e la musica, trap e rap su tutte. Anni fa suonavo pure il flauto traverso…».

Segui altri sport?
«Il nuoto su tutti, ma ne guardo diversi. Più in generale, mi appassionano i grandi eventi».

Qual è il social network che usi maggiormente?
«Direi sicuramente instagram (visita il suo profilo

Altro rinforzo in casa Team Beltrami TSA – Marchiol per la stagione 2020: si tratta del bolognese Massimo Orlandi, classe 1998, che diventa il quattordicesimo elemento nella squadra Continental del team manager Stefano Chiari, aggiungendosi ai confermati Filippo Baroncini, Matteo Domenicali, Nicolò Parisini, Thomas Pesenti e Matus Stocek, e agli otto provenienti dalla categoria Juniores, ovvero Davide Cattelan, Simone Raccani, Leonardo Dalla Costa, Giosuè Crescioli, Federico Chiari, Matteo Freddi, Luca Cretti e il colombiano Miguel Angel Hoyos.

Orlandi, nato a Bologna (dove tuttora risiede) il 3 dicembre del ’98, è un passista-scalatore che proviene dal Cycling Team Friuli e che nel 2020 sarà al quarto anno fra gli Under 23: “L’ultima stagione per me è stata di alti e bassi – le sue parole -, sicuramente mi aspettavo di fare di più. Ho deciso di cambiare squadra per trovare nuovi stimoli e motivazioni e mi auguro, con il supporto di tutto lo staff del Team Beltrami TSA – Marchiol, di fare il salto di qualità che vorrei”. 

Per il tm Stefano Chiari, “Massimo ha delle qualità importanti che ha fatto vedere negli anni passati – spiega – e che speriamo riesca a mostrare di nuovo l’anno prossimo. Il suo è un innesto che aggiunge esperienza al nostro gruppo piuttosto giovane, ma non è l’ultimo. Nei prossimi giorni andremo a definire e poi ad annunciare gli ultimissimi rinforzi per il 2020”.

Entusiasmo e voglia di “mettersi sotto”, in vista della stagione 2020, sembrano proprio non mancare a Federico Chiari, bresciano classe 2001 di Castel Mella che proviene dalla categoria Juniores (Team Giorgi) e che nella prossima stagione debutterà con la maglia del Team Beltrami – Marchiol. Un atleta che, nell’ultima annata, si è piazzato ben 12 volte fra i primi cinque degli ordini d’arrivo e che andiamo a conoscere meglio in questa intervista per la nostra rubrica “Team Beltrami 2020” dedicata ai volti nuovi.

Federico, che tipo di corridore sei?
«Sono uno che predilige le cosiddette “gare dure”. Mi piacciono i percorsi mossi, impegnativi, quelli dove alla fine arrivi sfinito. Però sono anche discretamente veloce, mi è capitato spesso di poter dire la mia negli sprint di gruppo».

Come hai iniziato ad andare in bici?
«Prestissimo, a cinque anni. Ho provato anche con il calcio, ma capii subito che non era la mia strada. Fortunatamente, nel mio paese, c’era una piccola squadra di ciclismo diretta da un amico di famiglia, che mi propose di provare: da quel momento non sono più sceso di sella».

Ci racconti come si è svolta la tua carriera fin qui?
«Ho corso in provincia di Brescia fino alla categoria Allievi, dopodiché sono “emigrato” nel Bergamasco per unirmi al Team Giorgi, esperienza che mi ha fatto crescere molto. In ogni categoria ho vinto almeno una gara, collezionando tanti piazzamenti».

Cosa ti aspetti dalla prima stagione al Team Beltrami?
«Soprattutto di crescere, come atleta ma anche come persona. Vorrei inserirmi subito bene nella squadra, iniziare un lavoro che possa durare nel tempo. Chiaramente mi piacerebbe partecipare aa qualche gara con i professionisti già al primo anno, così come togliermi qualche soddisfazione. Ma diamo tempo al tempo, senza avere fretta».

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara professionistica vorresti vincere un giorno?
«Il mio sogno si chiama Milano – Sanremo, una delle classiche più lunghe e dure che ci siano. Una gara ancor più speciale per noi italiani».

Hai un modello a cui ti ispiri nel ciclismo?
«Nessuno in particolare, ma ammiro tantissimo la forza di volontà e la grinta di certi corridori, come Pantani ad esempio. E poi cerco di prendere spunto da alcuni campioni per avere un approccio più simile al loro verso questo sport».

Un tuo pregio e un tuo difetto?
«Non mollo mai, ho tantissima grinta e prima di scendere dalla bici devo essere sicuro di aver dato tutto ciò che avevo. Il difetto è che, nonostante la grinta, mi manca un po’ di quella cattiveria agonistica che serve in certi momenti e poi, spesso, sbaglio i tempi degli attacchi».

Usciamo dal ciclismo: qual è la tua serie tv preferita?
«Direi proprio “Narcos”».

Il film preferito?
«Point Break».

Ascolti musica? Di che genere?
«Sì, moltissima. Prediligo il rap e l’hip hop, ma non ho un artista preferito».

Il viaggio da fare?
«Mi piacerebbe molto girare in lungo e in largo gli Stati Uniti».

Segui altri sport oltre al ciclismo?
«Sì, sono “onnivoro” quando si tratta di sport: seguo particolarmente il calcio, la MotoGP, la Formula 1, il basket e il tennis»:

Altri hobby e passioni?
«Motori, automobili e, più in generale, tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia».

Quanto sei social?
«Non troppo, diciamo il giusto. Prediligo Instagram (vedi il suo profilo) e posto solo ciò che reputo importante».

4/12/2019 – Sarà Marchiol il secondo nome del Team Beltrami TSA nel 2020: il brand dell’azienda veneta si associa a quello della formazione Continental giallogrigiorossa grazie alla sinergia creatasi con la N.T. Cycling, società sportiva esistente da quasi vent’anni, che ha sempre avuto proprio in Marchiol lo sponsor storico e, nella famiglia Lorenzetto, il supporto tecnico-organizzativo.
Una collaborazione che porterà il Team Beltrami TSA – Marchiol ad affiliarsi in Veneto, con sede a Tezze di Vazzola, in provincia di Treviso, e che vedrà nuove figure ed energie confluire nella squadra del team manager Stefano Chiari e che ha in Filippo Pozzato uno dei principali promotori: in primis quella del direttore sportivo ed ex professionista Mirco Lorenzetto, che si aggiunge ai ds emiliani Orlando Maini e Roberto Miodini.

Siamo davvero felici ed orgogliosi che N.T. Cycling e Marchiol abbiano creduto nel nostro progetto e ne vogliano essere parte integrante – le parole del tm Chiari -. Hanno esperienza, competenza ed entusiasmo da mettere al servizio di quello che è il nostro obiettivo principale, continuare cioè a lavorare con i giovani, permettendo loro un inserimento graduale nel mondo del professionismo. Il primo anno ha già dato ottimi frutti, per il secondo aumenteremo il numero di corridori e ci concentreremo ancor di più sul calendario professionistico. Per quanto riguarda invece le gare per Dilettanti, faremo una selezione delle più importanti, con particolare attenzione a quelle del Nordest proprio in virtù dell’importanza che ora questo territorio rappresenta per noi”.

L’azienda Marchiol è sempre stata al nostro fianco in questi anni – commenta Giuseppe Lorenzetto, storico presidente del Team veneto – ed è per noi un onore riportare il loro marchio sulle strade Trevigiane. Abbiamo trovato con lo staff del Team Beltrami una grande intesa sin da subito, puntando entrambi ad un unico obbiettivo principale: la crescita dei giovani”.

L’azienda veneta, fondata dalla famiglia Marchiol (che la gestisce da tre generazioni), è leader di mercato nell’area Nordest nella fornitura di materiale elettrico, destinato ad applicazioni nel settore civile ed industriale. Da sempre orientato ai settori più innovativi, Marchiol offre soluzioni tecnologiche mirate al benessere delle persone, dedicate agli impianti elettrici, all’automazione, alla protezione e sicurezza, all’illuminazione, alla domotica e alle energie rinnovabili. Un’azienda vicina ai valori dello sport, come dimostra il duraturo sodalizio con la società N.T. Cycling.

Nella stagione da poco conclusa, Davide Cattelan ha conquistato quattro vittorie e s’è tolto la soddisfazione di partecipare ai Campionati Europei Junior ad Alkmaar, in Olanda, nel mese di agosto. Una stagione da incorniciare per l’atleta vicentino (vive a Molino di Malo) classe 2001 (18 anni lo scorso 6 novembre) che, conclusa l’esperienza tra gli Juniores con la Borgo Molino Rinascita Ormelle, debutterà nel 2020 tra gli Under 23 (e fra i professionisti) con la maglia del Team Beltrami TSA. Lo andiamo a conoscere meglio nella seconda intervista della rubrica “Team Beltrami 2020”.

Davide, che tipo di corridore sei?
«Sicuramente direi un passista, anche per caratteristiche fisiche, visto che sono alto un metro e novanta…»

Cosa ti aspetti dalla prima stagione al Team Beltrami?
«Ho tanto entusiasmo, sono felice che la squadra mi abbia cercato e ho pensato fin da subito che questa poteva essere la realtà giusta per me. In questo primo anno io, come diversi miei compagni, dovrò finire la scuola (frequenta il liceo scientifico, ndr), per cui la prima parte di stagione terrà conto anche di questo. Sicuramente avrò tanto da imparare, ce la metterò tutta».

Hai un modello o un idolo nel ciclismo di ieri o di oggi?
«Nessuno in particolare, guardo le corse, osservo come si comportano i campioni, ma non ne ho uno in particolare a cui mi ispiro».

Se potessi esprimere un desiderio, quale gara ti piacerebbe vincere?

«Direi proprio una classica del Nord».

Scendiamo dalla bici: un pregio e un difetto di Davide Cattelan?
«Sono altruista, ma anche molto testardo».

La serie tv preferita?
«Peaky blinders».

Un film?
«Top Gun».

Un luogo che vorresti visitare?
«L’Olanda».

Quali sono le tue passioni oltre al ciclismo?
«Non seguo altri sport, mentre mi piace molto ascoltare musica, in particolare rap e trap».

A scuola come te la cavi?
«Bene dai – sorride -. Specialmente in fisica».

14/11/2019 – Oggi, 14 novembre, Miguel Angel Hoyos (instagram: @miguelhoyos1) compie 18 anni. Il Colombiano, nativo di Barranquilla ma residente a Granada, nel dipartimento di Antioquia (una delle zone dove il ciclismo è maggiormente popolare), l’anno prossimo farà parte del Team Beltrami TSA: sarà uno degli otto atleti al primo anno fra gli Under 23.
Miguel, che proviene dalla formazione Avinal-GW-El Carmen de Viboral, è una grande promessa del ciclismo colombiano: quest’anno, fra gli Junior, si è laureato campione nazionale su strada e ha messo al collo la medaglia d’argento nella prova a cronometro, stessi risultati ottenuti a Guadalajara nel campionato panamericano. Anche su pista si è fatto notare, segnando il record colombiano nell’inseguimento individuale della categoria Junior.
Un talento che, in attesa di vedere all’opera, andiamo a conoscere meglio.

Come ti sei avvicinato al ciclismo?
«Quando mi sono trasferito da Barranquilla a Granada, in Antioquia, iniziando a pedalare nel club di ciclismo di Granada grazie a mio papà che mi spinse a montare in sella. Era il 2009, avevo otto anni».

Che tipo di corridore sei?
«Diciamo che mi difendo bene in salita e vado bene nelle cronometro».

Qual è stata la tua vittoria più bella ottenuta fin qui?
«Senza dubbio il campionato nazionale su strada. Una gara alla quale tenevo tantissimo, che volevo vincere. Portare tutto l’anno la maglia con la bandiera della Colombia è stata davvero una grande soddisfazione e un motivo d’orgoglio».

Hai mai avuto un idolo o un modello nel ciclismo?
«Non ho idoli particolari, però mi ispiro molto a Chris Froome, un atleta che spesso va contro i limiti e non si arrende mai di fronte alle difficoltà».

Hai corso spesso con la nazionale colombiana (anche ai mondiali di Harrogate): cosa significa per te vestire la maglia della “Selecciòn”?
«Molto emozionante poter indossare questa maglia, una sensazione indescrivibile perché dà tanta gioia rappresentare il proprio paese e saper di poter salire sul gradino più alto del podio con la bandiera nazionale sul petto».

Se potessi esprimere un desiderio, quale sarebbe il tuo sogno nel ciclismo?
«Ne dico due: provare a diventare campione olimpico della cronometro e vincere il Giro d’Italia. Sognare non costa nulla, no?».

A proposito di Italia, ci sei mai stato?
«No, non ancora. Quando verrò sarà la prima volta».

Cosa ti aspetti dalla prima stagione al Team Beltrami TSA?
«Spero di fare una buona annata, di imparare tanto dal ciclismo europeo e, perché no, provare a fare risultato. Sono grato al Team per questa opportunità».

Al di fuori della bici e del ciclismo, quali sono le tue passioni e i tuoi hobby?
«Anche giù dalla bicicletta resto un tipo piuttosto sportivo: mi piacciono il nuoto e il tennis. Per il resto faccio cose “normali” per un ragazzo della mia età: gioco ai videogames, mi piace andare al cinema, andare al mare, condividere questi momenti con gli amici e con la mia famiglia».

13/11/2019 – Saranno otto gli atleti classe 2001, provenienti quindi dalla categoria Juniores, che faranno parte del Team Beltrami Tsa nella prossima stagione. Otto elementi di talento sui quali la formazione Continental del team manager Stefano Chiari ha deciso di investire nel quadro di un progetto che, fin dall’anno scorso, punta sulla crescita dei giovani e mira ad un loro inserimento graduale nel mondo del professionismo.
Quattro provengono dalla provincia di Vicenza, si tratta di Simone Raccani (sei vittorie nel 2019), Davide Cattelan (due successi), Leonardo Dalla Costa (tutti e tre provenienti dalla Borgo Molino Rinascita Ormelle) e Giosuè Crescioli (dalla Pitti Shoes Cicli Taddei, con la quale ha ottenuto una vittoria e quattro secondi posti). Tre sono lombardi: i bresciani Federico Chiari (dal Team Giorgi), Matteo Freddi (dall’Aspiratori Otelli) e Luca Cretti, nato a Brescia ma residente a Sovere, nel Bergamasco. Per lui, in quest’ultimo anno fra gli Juniores, due successi e altri cinque podi con la maglia del Gs Massì Supermercati.
A loro si unisce il colombiano (di Barranquilla) Miguel Angel Hoyos, promessa del ciclismo sudamericano: è campione nazionale e panamericano su strada, argento a cronometro in entrambe le manifestazioni. Un atleta forte anche su pista, dove ha stabilito il record colombiano nell’inseguimento individuale Juniores.

Questi otto nuovi volti si aggiungono ai confermati Thomas Pesenti, Matus Stocek (classe 1999), Filippo Baroncini, Nicolò Parisini e Matteo Domenicali (del 2000).

Abbiamo voluto inserire un numero sostanzioso di ragazzi che saranno alla prima stagione fra gli Under 23 – spiega il tm Stefano Chiari -, perché crediamo che puntare su di loro fin dal passaggio di categoria sia il modo migliore per farli crescere con tutta l’attenzione e la gradualità che sono necessari nel percorso di un atleta. Sono ragazzi che, chi più chi meno, hanno mostrato di avere qualità importanti nelle categorie giovanili e che, nel 2020, gareggeranno sia fra gli Under 23 che tra i professionisti. A loro non chiederemo risultati particolari, perché il nostro è un progetto a medio-lungo termine. Poi, strada facendo, vedremo come si ambienterà ognuno di loro alla categoria, adattandogli un programma di competizioni che sia il più consono possibile a caratteristiche e grado di maturazione. Per quanto riguarda la composizione della squadra, nei prossimi giorni andremo ad annunciare l’inserimento di alcuni uomini di maggior esperienza con i quali chiuderemo l’organico per il 2020”.

Sport, ciclismo – comunicato stampa

31/10/2019 – Anche nel 2020 sarà  Erreà Sport a firmare l’abbigliamento per il dopo gara e il tempo libero di atleti e staff del Team Beltrami, squadra ciclistica emiliana che si appresta ad affrontare la sua seconda stagione nel mondo professionistico come formazione Continental.
Un salto in alto che aveva già visto Erreà Sport al fianco della squadra presieduta da Emanuele Brunazzi e che ora viene rinnovato per una stagione, la prossima, che vedrà il Team Beltrami ampliare il proprio organico e incrementare il calendario di gare professionistiche.

Azienda italiana (con sede a San Polo di Torrile, in provincia di Parma) specializzata nella produzione di abbigliamento tecnico sportivo, Erreà Sport rappresenta oggi una realtà internazionale presente in oltre 80 paesi. Nata nel 1988, Erreà è marchio leader riconosciuto ovunque come sinonimo di qualità, esperienza e competenza per lo sport, con un’esperienza ormai consolidata anche nel mondo del ciclismo per ciò che riguarda l’abbigliamento dopo gara.

Erreà è un brand che, nato nelle nostre stesse zone, si è fatto conoscere in tutto il mondo – spiega Emanuele Brunazzi, presidente del Team Beltrami – anche e soprattutto per la qualità dei suoi prodotti. Per una squadra come la nostra, da sempre attenta ad ogni dettaglio tecnico, poter vestire i ragazzi e lo staff con capi firmati Erreà rappresenta un valore aggiunto”.

23/10/2019 – La stagione 2019 è ormai alle spalle e, anche in casa Team Beltrami, è tempo di proiettarsi verso quella che verrà, ovvero la seconda come squadra professionistica Continental, che continuerà quindi ad alternare gare del calendario professionistico (incrementandole) alle più rilevanti di quello dilettantistico.
Il primo tassello per il 2020 sono le conferme di cinque elementi rispetto alla squadra della passata stagione: si tratta dei ravennati Filippo Baroncini e Matteo Domenicali, del pavese Nicolò Parisini, del parmense Thomas Pesenti e dello slovacco Matus Stocek. I primi tre sono del 2000 e in quest’ultima stagione erano al primissimo anno fra gli Under 23, mentre gli altri due sono nati nel 1999.
Tutti elementi di talento, che nell’ultima stagione hanno fatto intravedere le proprie qualità, convincendo il team manager Stefano Chiari e tutta lo staff tecnico a puntare su di loro come “base” per la squadra del prossimo anno, che sarà ancora diretta dal bolognese Orlando Maini e dal parmigiano Roberto Miodini.

Abbiamo confermato tutti i tre ragazzi che erano al primo anno nella categoria – spiega il tm Chiari perché hanno mostrato qualità importanti e vogliamo accompagnarli nella loro crescita. Sono convinto che, gradualmente, sapranno sempre più farsi notare, come del resto hanno già iniziato a fare nella stagione appena conclusa, dove hanno fin da subito mostrato di saper stare tra professionisti. Discorso analogo per Pesenti e Stocek: il primo purtroppo ha patito un infortunio ad aprile, nella fase cruciale della stagione, ma conosciamo il suo valore, il secondo ha chiuso l’anno in crescendo, entrando fra i primi trenta al Mondiale Under 23, che non è cosa da poco. Puntiamo con decisione su questi cinque ragazzi per formare lo zoccolo duro della squadra del prossimo anno, ma ci saranno tante altre novità in organico che annunceremo a breve”.